#ThereIsNoBPlan “Non c’è piano B”, la famosa filosofia di J. Hannibal Smith sarà forse affascinante ma non è certamente l’approccio indicato per chi ha la responsabilità dell’organizzazione dei grandi eventi.
Ieri, a meno di 40 minuti dall’inizio della lectio-show di Alessandro Barbero ancora pioveva ed i 600 spettatori erano quasi tutti già arrivati ma naturalmente esitavano a prendere posto nella corte interna di Villa Mondragone dell’Università di Roma Tor Vergata dove avevamo fatto allestire le sedute, all’aperto.
Avevamo ovviamente predisposto il piano B, con tre sale interne e schermi di proiezione per il rimando della diretta, ma esitavo ad “attivarlo” perché sarebbe stato davvero un peccato: Barbero sullo schermo l’hanno visto tutti; averlo dal vivo sul palco in una splendida serata estiva era tutt’altra cosa, ed era quello che avevamo programmato. E purtroppo per questioni tecniche attivare il piano B era una scelta senza ritorno.
I minuti passavano e, giustamente, i “service” per palco, luci, audio, regia, riprese, accoglienza, sicurezza ed il resto della “macchina organizzativa” mi pressavano per prendere la decisione definitiva, pur condividendo tutti uno sguardo di sconforto per quella che sembrava essere la scontata e deludente conclusione di molti giorni di lavoro.
Emiliano, Luca, Massimo e Tullio, le colonne dell’Ufficio Eventi d’Ateneo, si alternavano consultando compulsivamente tutti i siti meteo e formulando le ipotesi più disparate, comprese tra “tra 5 minuti smette” e “piove fino a sera”.
Ho incrociato lo sguardo del preziosissimo Alessandro Civica, che era venuto con me fin dalla mattina per curare l’organizzazione affinché fosse tutto perfetto; Alessandro ha sempre una espressione stile “poker-face” ma ormai che lavoro con lui da anni riesco a decifrarlo bene: voleva dirmi “all in”.
Ed ecco che improvvisamente rievochi la cultura dell’ingegnere gestionale (che, secondo me, per organizzare eventi è perfetto!): decisioni in condizione di incertezza, alberi decisionali e calcolo dei valori attesi.
“Si fa all’aperto” concludo, “prepariamoci per asciugare le sedie”. Certamente non la scelta più conservativa ma, appunto, quella dal massimo valore atteso.
Potremmo concludere con la legge che Arthur Bloch attribuisce a Dunn e che recita “nessuna pianificazione, per quanto attenta, potrà mai sostituire una bella botta di c***” oppure riprendendo il Colonnello Smith con “adoro i piani ben riusciti” fatto sta che, anche questa volta, il piano A è andato magnificamente, grazie al meteo, ad uno speaker eccezionale ed al sempre straordinario lavoro di squadra in Ateneo.
La Delega ai Grandi Eventi d’Ateneo non sarà prestigiosa come quella alla Didattica e alla Ricerca ma posso assicurare che è quella per cui non ti stanchi mai 😜
